Artrite psoriasica

L’artrite psoriasica appartiene al gruppo delle spondiloartriti sieronegative. L’associazione “artrite + psoriasi” ne costituisce l’elemento caratterizzante. Nella maggior parte dei casi la psoriasi precede la comparsa dei sintomi a carico di tendini ed articolazioni.

Vi è una ben definita predisposizione genetica sia per la psoriasi che per l’artrite psoriasica. Infezioni virali e/o batteriche possono svolgere un ruolo di innesco delle manifestazioni cutaneee. Anche traumi e microtraumi locali possono svolgere lo stesso tipo di azione.

Le espressioni cliniche dell’ artrite psoriasica presentano un’ampia variabilità.

Si distinguono tradizionalmente cinque sottogruppi:

  • Oligoartrite asimmetrica (meno di 5 articolazioni colpite). È la forma più frequente (40% dei casi).
  • Poliartrite simmetrica simil-reumatoide (20-40% dei casi).
  • Artrite con interessamento prevalente delle interfalangee distali. L’interessamento esclusivo delle interfalangee distali prevale negli uomini e si associa con caratteristiche alterazioni a carico delle unghie (onicopatia psoriasica).
  • Artrite mutilante (in meno del 5% dei pazienti). È causata da una estesa osteolisi delle falangi. Caratteristica è la deformità delle dita “a canocchiale”, con la cute che si ripiega a fisarmonica sulle articolazioni interessate e conseguente accorciamento delle dita.
  • Spondilite/sacroileite con o senza interessamento periferico (5-10% dei casi).

Fra le altre espressioni più caratteristiche dell’artrite psoriasica figurano l’impegno inserzioni ossee dei tendini (entesi) e la dattilite (dito “a salsicciotto”).

Un impegno oculare si registra nel 30% dei casi. La congiuntivite rappresenta la condizione più comune (20%), mentre la frequenza dell’uveite varia dal 7% al 16%.

Indagini diagnostiche

Le indagini di laboratorio nell’artrite psoriasica sono poco specifiche e non risultano determinanti ai fini diagnostici. Gli indici di flogosi possono presentare un variabile incremento, ma spesso, risultano nella norma. L’antigene HLA B27 prevale nelle forme con impegno della colonna vertebrale (40-50% dei casi).

Le indagini strumentali svolgono un ruolo di primissimo piano nell’inquadramento diagnostico. L’ecografia consente di documentare espressioni molto precoci dell’impegno articolare e tendineo mentre la risonanza magnetica risulta preziosa per lo studio della colonna vertebrale e delle articolazioni sacroiliache. L’esame radiografico può consentire di rilevare alterazioni caratteristiche (anche se non specifiche) dell’artrite psoriasica, ma solo in fase relativamente più avanzata di malattia.

Terapia

La strategia terapeutica dell’artrite psoriasica si basa sull’uso combinato di farmaci che agiscono prevalemente sui sintomi e di farmaci capaci di rallentare o arrestare l’evoluzione del processo infiammatorio (farmaci di fondo). Tra i farmaci ad azione prevalentemente sintomatica rientrano soprattutto gli antalgici e gli anti-infiammatori non steroidei (FANS). Tra i farmaci di fondo figurano la sulfasalazina, il metotrexato, la leflunomide e i farmaci biologici (anti TNF alfa). La ciclosporina A può essere usata in associazione con altri farmaci per la sua buona efficacia sulle manifestazioni cutanee in soggetti con psoriasi estesa, refrattaria ad altri farmaci di fondo.

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