Diritto al ricovero

In un contesto nel quale i tagli alla spesa sanitaria divengono ogni giorno più pesanti e insostenibili, i pazienti con artrite reumatoide rischiano di pagare un prezzo molto alto. Le attuali norme che disciplinano l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie rischiano di creare una barriera insormontabile alla possibilità di gestire in regime di ricovero le delicate problematiche cliniche di molti pazienti con artrite reumatoide. Il percorso assistenziale dell’artrite reumatoide può essere adeguatamente impostato e gestito nella maggior parte dei casi a livello ambulatoriale. In questo contesto si collocano le cosiddette early arthritis clinic capaci di garantire un servizio ambulatoriale altamente specializzato, che potrà essere integrato, se necessario, con attività di Day Service e/o di Day Hospital.

Per non pochi pazienti, tuttavia, le attività ed i servizi ambulatoriali non consentono un approccio adeguato se l’artrite reumatoide si colloca nell’ambito di uno scenario clinico di particolare complessità per la presenza di una polipatologia, di schemi combinati di trattamento ad alto rischio interattivo o di una intrinseca fragilità del paziente (soggetti anziani in precarie condizioni globali di salute). I tanti pazienti fragili, delicati e complessi rischiano di vedersi negato il diritto ad un ricovero presso un centro specializzato sia per la drammatica carenza di posti letto, sia per la possibilità di un inasprimento delle direttive sulla appropriatezza dei ricoveri. Quelle attuali sono già fortemente penalizzanti per i pazienti con artrite reumatoide. Il malato con artrite viene semplicemente ignorato dal sistema.

Si viene così a creare una situazione del tutto paradossale in virtù della quale malati con artrite reumatoide aggressiva, che non rispondono adeguatamente al trattamento o che hanno presentato pericolosi effetti collaterali alla terapia e che risultano di gestione alquanto difficile per al concomitanza di un elenco infinito di altri problemi (diabete, ipertensione, insufficienza renale) non possono essere chiaramente gestiti in un contesto ambulatoriale ma non soddisfano i criteri per essere ammessi in un reparto specialistico. Questi pazienti si trovano quindi ad essere condannati ad una sorta di limbo doloroso che non ha mai fine.

I responsabili di una struttura che, in scienza e coscienza, decidono di procedere al ricovero di tali pazienti si trovano nella condizione di violare consapevolmente le regole del sistema e rischiano sanzioni di tipo amministrativo!

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