Come ridurre il rischio degli effetti collaterali della terapia

Ogni farmaco presenta un peculiare profilo di possibili effetti collaterali. Alcuni di questi sono imprevedibili e non prevenibili. Un esempio di tali effetti è rappresentato dalla comparsa di tosse secca in corso di trattamento con metotrexato. Questo tipo reazione può associarsi con la rapida comparsa di gravi complicanze polmonari (alveolite) e comporta la immediata sospensione del farmaco e la pronta valutazione in ambito reumatologico-pneumologico per valutarne la gravità e programmare un trattamento mirato. Questo tipo di effetto collaterale non è dose-dipendente, non può essere prevenuto, mentre deve essere immediatamente riconosciuto per evitare la progressione del danno polmonare. Molti altri effetti collaterali dei farmaci di più comune impiego nella terapia dell’artrite reumatoide possono invece essere prevenuti rispettando alcune regole molto semplici.

Paracetamolo

Il paracetamolo è un antidolorifico molto spesso utilizzato per la sua ottima tollerabillità. In alcuni pazienti, tuttavia, il farmaco determina disturbi gastrici che pur non essendo preoccupanti possono risultare molto sgradevoli. In questi casi, prima di considerarne la definitiva sospensione occorre verificare la possibilità che il farmaco possa risultare tollerato variando i tempi di somministrazione e la formulazione farmaceutica. In molti soggetti che non tollerano le formulazioni in compresse effervescenti o in bustine, il ricorso alle compresse secche può comportare la scomparsa del senso di forte irritazione gastrica riferito con altre formulazioni. L’assunzione a stomaco pieno contribuirà a ridurre ancora di più la intolleranza gastrica a questo prezioso alleato nella lotta quotidiana contro il dolore.

Farmaci anti-infiammatori

I farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) comprendono una famiglia molto variegata di sostanze (diclofenac, naprossene, nimesulide, ketoprofene). Il loro impiego può rendersi necessario in caso di dolore resistente al solo paracetamolo. Quello della scarsa tollerabilità gastrica è un effetto collaterale comune all’intera famiglia. Nei casi più gravi si può manifestare ulcera peptica o emorragia gastrointestinale. Nei soggetti anziani il loro impiego richiede particolare cautela e l’associazione con un farmaco “gastroprotettore” (omeprazolo, lansoprazolo o analoghi). In linea generale questi farmaci dovrebbero essere assunti a stomaco pieno evitando bevande alcoliche. Tutti i FANS possono comportare un aumentato rischio di complicanze cardiovascolari prevalentemente innescate da un aumento della pressione arteriosa. Il loro impiego, anche se per brevi periodi deve comportare quindi un vigile monitoraggio dei valori pressori. Sarà opportuno, in caso di assunzione a cicli ripetuti, di ridurre il più possibile la quantità di sale negli alimenti. Anche una graduale riduzione del peso corporeo può comportare una minore interferenza di questi farmaci sui valori pressori.

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