La terapia cortisonica: I quesiti più frequenti

Ma devo proprio prendere il cortisone per curare la mia artrite?

Il ricorso al cortisone nella terapia dell’artrite reumatoide è frequente specie nelle fasi di esordio della malattia allo scopo di raggiungere un rapido ed efficace controllo del dolore e dell'infiammazione, nell’attesa che i farmaci di fondo (a più lenta azione) inizino a svolgere la loro azione. Ciò nonostante la prescrizione di un cortisonico non va mai presa con leggerezza.
Ogni reumatologo ben conosce i potenziali effetti collaterali di questo gruppo di farmaci e la decisione di ricorrere al loro impiego significa che non ci sono alternative migliori. La scelta deve essere sempre orientata verso la molecola che presenta il miglior rapporto rischi/benefici. Un criterio fondamentale nella programmazione del trattamento si riassume nella semplice regola: “la dose minore possibile per il minor tempo possibile!”
 

Il cortisone mi farà venire l’ulcera?

Ai bassi dosaggi, di comune impiego nella terapia dell’artrite reumatoide, il rischio di ulcera può ritenersi minimo e tale da non giustificare la sistematica prescrizione di un gastroprotettore. I cortisonici a bassi dosaggi possono ostacolare il processo riparativo di un’ulcera già in atto, ma raramente ne costituiscono la causa primaria.
Una gastroprotezione è indicata nei soggetti che assumono contemporaneamente farmaci a ben più elevato rischio ulcerogeno (aspirina, ad esempio).
In questi casi, i cortisonici svolgono un ruolo di veri e propri amplificatori del danno della mucosa gastrica, ostacolando i processi riparativi tessutali.
 

Quali saranno le conseguenze della cura cortisonica sulle mie ossa?

Il cortisone è il peggior nemico dell’osso. Un energico programma di prevenzione dell’osteoporosi deve essere attuato specie nei pazienti candidati ad assumere cortisonici per più di tre mesi. Il case manager, oltre a consigliare una regolare attività fisica e una dieta ricca di calcio, valuterà anche l’opportunità di:

  • prescrivere una densitometria ossea ed il dosaggio di calcio e vitamina D
  • associare una terapia a base di calcio, vitamina D e bisfosfonati.

 

Come posso evitare che il cortisone indebolisca troppo le mie ossa?

Una buona regola per ridurre il rischio di osteoporosi da cortisonici è quella di:

  • assumere una quantità di calcio adeguata (almeno 1 grammo al giorno),
  • fare attività fisica per almeno 30 minuti al giorno (camminare è l’esercizio migliore),
  • esporsi al sole per aumentare i livelli di vitamina D.

Questi consigli rivestono ovviamente valore generale, dal momento che vi sono condizioni nelle quali l’applicazione di queste regole può risultare problematica (ad esempio, camminare, in soggetti con marcata gonartrosi) o addirittura controindicata (ad esempio, esposizione al sole in pazienti con fotosensibilità associata a lupus eritematoso sistemico).

 

Mi posso vaccinare in corso di terapia cortisonica?

La maggior parte dei vaccini può essere somministrata senza problemi nei pazienti in terapia cortisonica.
Occorre però non dimenticare che:

  • i vaccini vivi, come ad esempio quelli per la polio, il morbillo, la parotite e la rosolia non dovrebbe essere somministrati in soggetti in trattamento con dosi elevate di cortisonici (superiori a 20 mg/die di prednisone o prednisolone)
  • i vaccini inattivati (antinfluenzali, anticolerici) potrebbero non essere efficaci in corso di terapia cortisonica.

     

Cosa può accadere se sospendo bruscamente la terapia cortisonica?

Il rischio principale è quello di sviluppare una insufficienza surrenale. Questa condizione può manifestarsi con:

  • astenia,
  • affaticamento,
  • perdita di peso,
  • dolori addominali,
  • diarrea e vomito.

In caso di comparsa di uno o più sintomi fra quelli elencati dopo la sospensione del cortisonico, è opportuno prendere contatti con il case manager.
 

È opportuno modificare la dieta in corso di terapia cortisonica?

I pazienti dovrebbero privilegiare gli alimenti che contengono una maggiore quantità di calcio e vitamina D per contrastare l’osteoporosi da steroidi. Per quanto concerne l’apporto di calcio, la scelta non potrà che orientarsi verso latte, formaggi e yogurt magri e a basso contenuto di sodio. Salmone, alici e tonno in salamoia sono invece alimenti ad elevato contenuto di vitamina D. D’altro canto è necessario limitare l’apporto di sale specie in corso di trattamento cortisonico protratto. L’apporto quotidiano di sodio non dovrebbe superare i 2-4 grammi. Per ottenere ciò si dovrà evitare di aggiungere sale nella preparazione delle insalate e di limitarne il più possibile l’impiego nella preparazione dei diversi tipi di ricetta.


In alternativa al sale si potrà far ricorso a:

  • spezie
  • succo di limone
  • aglio
  • erbe aromatiche

Occorre ricordare che sono particolarmente ricchi di sale:

  • i formaggi
  • gli insaccati
  • il ketchup
  • le olive
  • la mostarda

 

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