Ammalarsi di artrite reumatoide è un evento drammatico per ogni persona. Qual è lo stato dell’organizzazione assistenziale per i malati con artrite reumatoide in Italia?

L’organizzazione assistenziale reumatologica in Italia per i malati di artrite reumatoide in Italia è alquanto disomogenea, con rilevanti differenze tra regioni diverse e all’interno della stessa regione. In virtù di questo presupposto risulta alquanto difficile individuare un modello di riferimento che abbia una qualche valenza nazionale. Nella Regione Marche, ad esempio, la situazione è ben lungi dall’essere soddisfacente. La criticità fondamentale è rappresentata dalla mancanza di una rete assistenziale, che consenta il rapido accesso a prestazioni specialistiche qualificate e garantisca percorsi adeguatamente personalizzati. La Clinica Reumatologica dell’Università Politecnica delle Marche è l’unica struttura assistenziale di terzo livello dell’intera Regione e non è in grado di soddisfare la crescente domanda di prestazioni, che trae origine sia dalla elevata frequenza delle malattie reumatiche, sia dal fatto che la Clinica Reumatologica accoglie una quota rilevante di pazienti provenienti da molte altre regioni italiane, con punte del 50% per i pazienti ricoverati.
Sul versante dell’attività ambulatoriale, i tempi di attesa di una visita specialistica, di prestazioni assistenziali complesse (day service, day hospital e ricoveri hanno raggiunto livelli inaccettabili. Questo costante incremento dei tempi di attesa per una prestazione specialistica causa purtroppo gravissime conseguenze per i pazienti, che spesso devono sopportare sofferenze inutili, che potrebbero essere evitate se si arrivasse prima alla giusta diagnosi ed alla tempestiva attuazione di una terapia appropriata. La mancanza di una rete assistenziale adeguata ai bisogni reali genera inoltre una vera e propria voragine di spesa inutile, dovuta a visite ed esami diagnostici inadeguati e trattamenti farmacologici e riabilitativi inopportuni o addirittura controindicati. Purtroppo per alcune delle malattie reumatiche più gravi un’attesa troppo lunga tra l’esordio dei sintomi e l’attuazione di un trattamento efficace può comportare la comparsa di complicanze irreversibili. Questo stato di cose è da ritenersi inaccettabile dal momento che disponiamo oggi di terapie innovative capaci arrestare la malattia se opportunamente impiegate.


Come ovviare a questo tipo di problema?
La ricetta è molto semplice. Per quanto riguarda la rete assistenziale, un modello analogo a quello già in atto nella Regione Veneto sarebbe francamente auspicabile.
Nel caso specifico, gli specialisti in reumatologia, ben distribuiti nel territorio della regione, costituiscono un filtro efficace e collaborano con il centro regionale di terzo livello per i percorsi diagnostici più impegnativi e per la gestione dei casi complessi.

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