Come si fa a distinguere una artrite “aggressiva” e progressiva da una dolorosa ma temporanea e non destruente?

Il segreto è quello di saper dosare in modo corretto tre ingredienti fondamentali: esperienza, scienza, tecnologia. L’esperienza è fondamentale perché permette di circoscrivere rapidamente la cerchia dei potenziali colpevoli. Ogni artrite parla un suo linguaggio ed una sapiente analisi della descrizione dei sintomi, della storia clinica e dei rilievi obiettivi è indispensabile per evitare errori grossolani di inquadramento ed una lista infinita di esami inutili e di tentativi grossolani ed inopportuni di terapia.

Non meno importante dell’esperienza è la “scienza” ove per scienza si intenda il rispetto delle linee guida, delle raccomandazioni e l’applicazione dei parametri di inquadramento clinico e clinimetrico necessari per una standardizzazione dei dati acquisiti. Un ruolo sempre più rilevante per un corretto inquadramento è rappresentato invece dalla “tecnologia”. Abbiamo oggi a disposizione strumenti dalle potenzialità inimmaginabili fino a pochi anni fa.

La scoperta e la valorizzazione del ruolo degli anticorpi anti-CCP (peptide ciclico citrullinato) e l’ecografia articolare ad alta risoluzione hanno rivoluzionato la strategia di approccio ai pazienti con artrite di recente esordio.

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