Il salice e il dolore

La lotta infinita contro il dolore si perde nelle origini della nostra civiltà e vede, fra gli indiscussi protagonisti, una pianta che nella nostra cultura evoca in qualche modo il dolore: il salice piangente.

Durante il regno di Amenhotep I nel 1534 a.C. per la terapia del dolore articolare era raccomandata l’applicazione di una corteccia di radice.
Anche Ippocrate, padre della Medicina, aveva notato che masticare foglie di salice attenuava il dolore.

A distanza di due millenni, il salice torna ancora protagonista. Nel 1763 il reverendo Edward Stone in una lettera alla Royal Society di Londra segnala l’utile azione dell’estratto della corteccia di salice nella cura della febbre in 50 pazienti.

E’ una data storica per la medicina e per la terapia del dolore, anche se dovranno trascorrere molti anni prima che l’anima del salice sveli il suo potere e modifichi radicalmente la terapia del dolore, non solo articolare.

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