Aghi e dolore

Il ruolo dell’agopuntura nella terapia del dolore è ancora oggetto di controverse valutazioni. L’agopuntura ha rivelato una incoraggiante efficacia da sola e in associazione ad altri tipi di trattamento (esercizio, analgesici, terapia comportamentale) nella terapia a breve termine del dolore. L’agopuntura è una pratica terapeutica antica di millenni, utilizzata in Cina da oltre 2000 anni. Se per decenni lo scetticismo nei confronti di questa tipologia di trattamento ha pervaso l’ambiente medico “occidentale”, sotto molti aspetti a riconoscerne l’utilità oggi è proprio la Evidence based medicine.

Le tecniche di agopuntura in uso possono essere diverse: alcune riconoscono l’utilizzo di punti su tutto il corpo sui cosidetti meridiani o canali energetici, altre si basano sui dei microsistemi (come ad esempio l’orecchio o l’addome), nei quali è, per così dire, riassunto tutto l’organismo, compresi inoltre gli aspetti psicologici. Tutte queste tecniche hanno in comune l’infissione di aghi (sterili e monouso!) in precisi punti della cute, diversi a seconda del problema clinico che riguarda il paziente.

Le prove di efficacia ormai negli ultimi anni stanno diventando sempre più consistenti: alcune rigorose revisioni dei valori scientifici prodotti confermano infatti l’efficacia dell’agopuntura per trattare il dolore cronico in patologie come artrosi, fibromialgia, mal di testa, oltre che nel trattamento del travaglio da parto e della nausea post operatoria e da chemioterapia. I meccanismi d’azione sono estremamente complessi, e per riassumerli in poche parole si può dire che l’agopuntura induce nell’organismo sia reazioni di tipo elettrico, attraverso che reazioni definite come gate-control, che reazioni di tipo chimico, promuovendo la liberazione di molte sostanze benefiche per l’organismo con azioni antinfiammatoria ed antidolorofica.

Le possibilità di applicazione in ambito reumatologico sono dunque tante, essendo il dolore muscoloscheletrico il pane quotidiano del reumatologo. Accanto alle già citate fibromialgia ed artrosi, è molto utile anche in caso di dolore lombare: basti pensare che le linee guida inglesi per quest’ultima indicazione hanno posizionato l’agopuntura tra le prime opportunità di trattamento da suggerire al paziente.

Il corretto inquadramento diagnostico-differenziale rimane tuttavia il primo passo fondamentale, e diagnosticare un dolore benigno da problematiche più serie è una tappa imprescindibile prima di iniziare qualunque trattamento. In tale ottica la legislazione parla chiaro e l’agopuntura può essere praticata solo da medici che abbiano frequentato un corso di formazione almeno triennale.

Per patologie estremamente diffuse come la lombalgia e l’emicrania, ad elevato impatto sia sulla qualità della vita del singolo individuo che sulla società (prevalentemente in termini di giornate di lavoro perse), la letteratura medica documenta che il ricorso all’agopuntura garantisce un risparmio di spesa e garantisce una sostanziale assenza di effetti collaterali per il paziente.

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