Le dolenti note

La musica può attenuare il dolore. La sua azione antalgica è stata ampiamente documentata in soggetti con sindromi dolorose acute e croniche di diversa natura. Ma la musica può essere anche causa di dolore. È ben noto infatti che i musicisti possono essere affetti da un’ampia gamma di malattie e sindromi, generalmente innescate da squilibri posturali, microtraumi e sovraccarico funzionale dei distretti anatomici sottoposti a stress meccanico. La prevalenza delle sindromi dolorose fra i musicisti è particolarmente elevata con percentuali che variano tra il 39 ed il 47% degli adulti e con frequenze del 17% fra gli studenti del conservatorio. Fra gli orchestrali, la prevalenza di tali sindromi supera addirittura il 50%. Ogni strumento può innescare problematiche specifiche a livello di uno o più distretti articolari e delle corrispondenti strutture muscolo-tendinee. Tra le varie sindromi da menzionare figurano i dolori a livello dell’articolazione temporo-mandibolare dei musicisti che suonano strumenti a fiato, la spalla dolorosa dei violinisti, le lombalgie dei suonatori di arpa, i dolori alle dita dei chitarristi. Fra le sindromi dolorose più note fra i musicisti figurano quelle che colpiscono i suonatori di pianoforte. La mano è il distretto prevalentemente colpito tra i pianisti. Le diverse sindromi dolorose sono il risultato di più fattori. Una predisposizione individuale (lassità legamentosa, ad esempio) può essere amplificata da una tecnica non adeguata o dal sovraccarico funzionale (patologia da trauma cumulativo). È stato poi dimostrato che alcuni brani di autorevoli maestri possono ritenersi dei veri e propri killer delle dita. Tra questi compositori, i più pericolosi per le dita dei pianisti sembrano essere Scarlatti, Beethoven e Tchaikovsky. Nel caso di Beethoven, i brani che un pianista con dolori alle mani dovrebbe evitare di suonare sono i seguenti: Concerto per piano n.3 in Do minore, la sonata in Mi maggiore, opera 109, la sonata Waldestein, opera 53 e la sonata in Do maggiore, opera 2, n.3.

La terapia di queste sindromi dolorose può risultare particolarmente complessa, soprattutto nelle forme cronicizzate, anche per la forte resistenza da parte dei musicisti a rispettare percorsi di trattamento talora relativamente lunghi, che richiedono pause difficilmente accettate e tollerate. Tra i più curiosi esempi di adattamento vi è quello del famoso pianista Leon Fleischer il quale, essendo affetto da una rilevante patologia da iper uso della mano destra, si dedicò con grande successo ad un repertorio impostato sul solo uso della mano sinistra.

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