La topografia del dolore

Tra i diversi criteri di definizione del dolore vi è anche quello topografico. In questa ottica si distinguono generalmente le sindromi dolorose distrettuali (come il gomito del tennista) ed il dolore generalizzato. Il dolore cronico generalizzato è un dolore di durata superiore a tre mesi che non risparmia alcuna parte del corpo. Questo dolore riguarda generalmente i muscoli ed i cosiddetti tessuti molli e non si associa con significative anomalie rilevabili dalle diverse metodiche di imaging o dalle comuni indagini di laboratorio. La fibromialgia è l’esempio più rappresentativo di tale scenario. Le dimensioni del problema del dolore cronico generalizzato sono rilevanti, considerando che riguarda il 10-11% della popolazione generale ma con una marcata variazione tra i diversi Paesi (46% in Italia, 15.3% in Estonia, in uno studio su soli soggetti di sesso maschile). In linea generale la terapia del dolore cronico è decisamente più problematica rispetto a quella delle sindromi dolorose distrettuali. I pazienti devono essere accuratamente valutati anche in ottica multidisciplinare e multiprofessionale e richiedono un approccio rigorosamente personalizzato.

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