Un’immagine vale più di mille parole

La letteratura medica ci fornisce una ampia gamma di strumenti per la misurazione del dolore nell’ambito della cosiddetta clinimetria. Nella pratica clinica quotidiana sulla valutazione del dolore del paziente da parte del medico o dell’infermiere incide profondamente la forma più potente di comunicazione non verbale, che è rappresentata dalla espressione del volto. Il volto è lo specchio dell’anima ma è anche lo specchio della sofferenza e della felicità. Le infinite variazioni espressive hanno un profondo impatto sulla percezione dello stato d’animo di chi è di fronte a noi. Non a caso è sempre più diffuso, specie tra i giovani, nella comunicazione telematica l’uso degli emoticons. Variazioni minime della espressione del nostro volto sono capaci di esercitare una influenza molto rilevante sulle reazioni del nostro interlocutore.

 

La figura rappresenta una dimostrazione inequivocabile di quanto affermato. La percezione di due stati d’animo opposti, quali la felicità e l’infelicità può essere condizionata da variazioni quasi impercettibili della sola rima buccale.

 

 

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