I numeri del dolore

Una analisi molto accurata delle variazioni della intensità del dolore è così importante da giustificare in caso di narrazione nebulosa, incerta ed imprecisa da parte del paziente, la richiesta di stilare una vera e propria curva dell’andamento del sintomo su una scala numerica di intensità da 0 a 10, dove 0 è l’assenza del dolore e 10 è l’intensità massima dello stesso. L’analisi della curva del dolore così costruita fornisce informazioni essenziali per valutare l’influenza di fattori ambientali nel modulare l’intensità e la durata del dolore.

Il paziente deve avere ben chiara la necessità di descrivere con grande decisione gli scenari che precedono o accompagnano rispettivamente le fasi di maggiore o minore intensità del sintomo. Anche se le curve del dolore così ricostruite presentano un rilevante grado di variabilità, non vi è dubbio che alcune di queste possano avere un impatto determinante nell’iter diagnostico-differenziale.

 



 

Nei tre grafici, vedete riportate alcune curve rappresentative dell’andamento del dolore nel corso di diverse patologie reumatologiche: gotta, polimialgia reumatica, fibromialgia.

Come potete notare, l’elemento comune di queste tre curve è rappresentato dalla intensità del dolore. Il descrittore verbale utilizzato dai tre pazienti era lo stesso: “insopportabile”. Se però analizziamo con attenzione le diverse curve si notano rilevanti differenze nell’andamento del dolore, nelle modalità di esordio e di remissione.

  • Il primo grafico illustra l’andamento del dolore in un paziente con gotta. Le due curve, relative a due episodi successivi di attacco acuto hanno in comune l’esplosione acuta del dolore che raggiunge il suo punto massimo con una pendenza quasi verticale della curva di ascesa. Nel primo episodio viene raggiunta la massima intensità di dolore, che tende poi a regredire lentamente. È questo il comportamento tipico della gotta acuta non trattata prontamente ed adeguatamente. La seconda curva del grafico è invece relativa al secondo attacco che è stato però bloccato in modo più tempestivo (evitando che il dolore giungesse al massimo) con una più rapida e netta scomparsa del dolore.
  • Nel grafico della polimialgia reumatica la curva del dolore presenta caratteristiche opposte a quelle della gotta acuta. Il dolore sale lentamente ma inesorabilmente fino a raggiungere livelli di massima intensità per poi crollare bruscamente e quasi miracolosamente nell’arco di poche ore. Si tratta di una remissione non spontanea ma del tipico “effetto Lazzaro”. Il paziente resuscita letteralmente dopo la somministrazione di un cortisonico a dose adeguata.
  • La linea piatta con minima variazione della fibromialgia riflette invece una peculiare caratteristica di questa drammatica condizione: quella della frequente refrattarietà alla terapia farmacologica.

 

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