I nuovi dolori

Ogni epoca ha i suoi dolori ed il ricco mosaico si modifica nel tempo con dolori che scompaiono e nuovi ingressi, in parte dovuti a rilevanti modifiche dello stile di vita. Si è passati così dal “ginocchio della lavandaia” al “pollice da smartphone”, esempi ambedue dell’ampio universo dei cosiddetti “cumulative trauma disorders”.

La patologia da microtraumi cumulativi è quanto mai variegata e la mano è un bersaglio tra i più colpiti. Il crampo dello scrivano pur evocando scenari monastici medioevali non è del tutto scomparso e colpisce ancora, in particolar modo gli studenti con attitudine compulsiva a prendere appunti alle lezioni all’università. La sua frequenza è però in calo, in quanto la penna è sempre più spesso sostituita da mouse e tastiera che a loro volta sono causa di altre sindromi dolorose da trauma cumulativo.

Le tendinopatie da mouse, la sindrome da tunnel carpale e le cervicalgie di chi passa molte ore al computer sono così diffuse da suggerire alle aziende produttrici di personal computer di includere nel materiale cartaceo destinato a chi acquista un nuovo computer una scheda di allerta, che informa il cliente della possibile comparsa di dolori articolari alle mani (e non solo) dovuti all’uso di mouse e tastiera. Precauzione eccessiva? Certamente no: “gutta cavat lapidem” (la goccia scava la pietra).

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