I farmaci per l’artrosi hanno solo uno scopo antidolorifico?

Nei pazienti con artrosi è divenuto ormai molto comune il ricorso ai cosiddetti farmaci condroprotettori.

La reale utilità di questa classe di farmaci è ancora oggetto di controversie e di discordanti prese di posizione.


La glucosamina è il farmaco più utilizzato.
Sono stati condotti numerosi studi clinici che hanno sostanzialmente dimostrato la sua efficacia sulla riduzione del dolore nell’arco di sei mesi, anche se l’entità della riduzione del dolore si è rivelata modesta. Da uno studio recente è emerso inoltre che l’impiego della glucosamina e del condroitin-solfato è in grado di contrastare la riduzione dello spessore della cartilagine nell’arco di due anni. Questi incoraggianti risultati preliminari devono trovare però ulteriori conferme prima di poter dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, il reale potenziale condroprotettivo di questa classe di farmaci, che non vengono riconosciuti come rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale.

Dal momento che i condroprotettori presentano un elevato grado di tollerabilità, il loro impiego può essere appropriato in soggetti con sintomatologia dolorosa prevalentemente meccanica e sugli stadi iniziali della malattia artrosica. Se dopo un periodo di trattamento di sei mesi non si registrerà alcun risultato, la terapia condroprotettiva potrà essere sospesa.

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