Come si fa diagnosi di artrosi?

La diagnosi di artrosi si basa sulla combinata valutazione dei sintomi e dei quadri radiografici.

Le indagini di laboratorio non rivestono valore ai fini diagnostici, anche se l’esclusione di un processo infiammatorio può rendersi a volte necessaria in presenza di quadri clinici e radiografici di incerta interpretazione. Occorre ricordare che un quadro inequivocabilmente artrosico può collocarsi a volte in un contesto clinico alquanto affollato per la concomitanza di altre affezioni.

Non si deve mai dimenticare che l’artrosi può essere innescata o amplificata da malattie concomitanti quali, ad esempio, la condrocalcinosi e la stessa artrite reumatoide.

Occorrono quindi una grande esperienza ed una approfondita valutazione del paziente per poter discriminare in modo appropriato l’influenza di un processo artrosico sui problemi attivi di ogni singolo caso. Ciò allo scopo di evitare di attribuire ad un pur evidente processo artrosico sintomi e segni dovuti invece alla presenza di altre malattie associate. D’altro canto sarebbe non meno inopportuno attribuire ad altre condizioni la responsabilità di sintomi che dipendono invece da un’artrosi ignorata o sottovalutata.

È molto importante inoltre che il paziente risponda con precisione alle domande del medico. Definire l’esordio della sintomatologia, descriverne nel dettaglio le caratteristiche e/o elencare i farmaci che vengono assunti e il tipo di risposta sono elementi essenziali per personalizzare il percorso assistenziale.

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