Perchè si formano i noduli alle mani?

Una variante molto frequente dell’artrosi è quella che colpisce selettivamente le articolazioni interfalangee della mano dando luogo alla lenta e progressiva formazione di noduli e deformità articolari.

Un esempio rappresentativo di mano artrosica è rappresentato nella figura seguente:

Le vistose nodosità ed il disallineamento dei capi articolari sono le espressioni più caratteristiche dell’artrosi in stadio avanzato delle articolazioni interfalangee prossimali (noduli di Bouchard) e delle interfalangee distali (noduli di Heberden).

La sintomatologia dolorosa è generalmente dissociata dalla entità delle deformità articolari. Il termine popolare di “artrosi deformante” sottolinea chiaramente l’impatto visivo di questa forma di artrosi particolarmente frequente nei soggetti di sesso femminile. Il dolore di solito è più intenso nelle fasi iniziali, mentre può risultare del tutto assente in presenza di vistose ed antiestetiche nodosità associate con le deviazioni dell’asse delle dita. Il dolore varia in rapporto con il tipo di attività svolta e non richiede in genere, un trattamento farmacologico aggressivo. La compromissione funzionale specie nello svolgimento delle attività più fini ed il disagio estetico sono le complicanze più caratteristiche dell’artrosi delle interfalangee prossimali e distali. I noduli a carico delle interfalangee distali vengono definiti “noduli di Heberden” mentre quelli delle interfalangee prossimali vengono definiti “noduli di Bouchard”.

Nell’osservare una mano francamente artrosica, con vistose nodosità colpisce il fatto di non apprezzare alcuna analoga alterazione a carico delle metacarpofalangee, che risultano risparmiate dal processo artrosico. Lo stesso non si può dire per l’articolazione trapezio metacarpale del pollice, che risulta invece spesso colpita in questi soggetti. Questa variante topografica di artrosi, definita come “rizartrosi del pollice” risulta alquanto dolorosa e può compromettere in modo rilevante le attività della mano che si basano sulla opposizione del pollice sulle altre dita.

L’immagine a destra mostra il confronto tra tre diverse interfalangee distali dello stesso soggetto affetto da osteoartrosi primaria.

Questo tipo di artrosi, che porta alla formazione graduale e progressiva di vistose nodosità e deviazioni dell’asse delle dita può presentarsi, come nell’immagine riportata, in diverse fasi evolutive. L’evoluzione del danno anatomico risulta nettamente condizionato, anche dal quadro di utilizzo delle mani nelle comuni attività di vita quotidiana.

 

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