Quali sono le caratteristiche del dolore artrosico?

Il dolore artrosico, specie nelle fasi di esordio della malattia, è un dolore caratteristicamente meccanico. L’andamento del dolore è intermittente con fasi di accentuazione e di attenuazione, è solitamente assente di notte e tende ad accentuarsi nel corso della giornata, specie se le attività svolte determinano una stress meccanico intenso o prolungato a livello dei diversi distretti articolari. Al dolore artrosico contribuiscono la distensione della capsula articolare e/o dei legamenti, lo spasmo muscolare, la sofferenza periostale legata alla formazione di osteofiti (escrescenze, piccoli “speroni” che si formano lungo i margini articolari delle ossa colpite da processo artrosico), le microfratture trabecolari, l’aumento della pressione intraossea e la sinovite. Il contributo delle singole componenti all'instaurarsi del dolore varia in rapporto con la topografia dell'impegno articolare, con lo stadio della malattia e con altri fattori.

Possono distinguersi dolori da innesco flogistico, da "carico", da immobilità, da mobilizzazione attiva e/o passiva. In linea generale, a differenza di quanto si osserva nell'artrite reumatoide, il dolore e la limitazione funzionale tendono ad attenuarsi con il riposo e, quindi, durante la notte. Nelle articolazioni "portanti", la sintomatologia dolorosa è generalmente diurna, con esacerbazione pomeridiana-serale.

Nelle fasi più evolute, si riduce progressivamente la soglia di comparsa della sintomatologia dolorosa e della limitazione funzionale a seguito del carico.

La minuziosa analisi delle caratteristiche del dolore riveste un rilevante valore diagnostico-differenziale. Si ricordi, peraltro, che, specie nell'anziano, affezioni di natura diversa (periartropatie, osteoporosi, neoplasie, ecc.) possono coesistere con un'artrosi polidistrettuale.

È consigliabile che ogni soggetto con artrosi tenga un vero e proprio diario del dolore.


Nella sua forma più semplice, questo diario può essere impostato, attribuendo un punteggio da 0 a 10 della intensità della sintomatologia dove il valore 10 corrisponde alla massima intensità dei sintomi, mentre il valore 0 corrisponde all’assenza di dolore. In questo modo si potrà creare una vera e propria curva dell’andamento dei sintomi. Una accurata analisi di tale curva potrà consentire di individuare quei fattori che possono incidere positivamente o negativamente sul decorso clinico. Si potrà attuare in questo modo una strategia di prevenzione personalizzata delle riacutizzazioni della malattia. Ogni paziente con artrosi non dovrebbe mai dimenticare che il dolore prima ancora di essere un sintomo da eliminare costituisce un prezioso segnale di allarme, che deve imporre l’attuazione di misure idonee a bloccare le cause che lo determinano. Il dolore artrosico ha un innesco caratteristicamente meccanico e si amplifica se persiste il sovraccarico funzionale che ne ha determinato l’innesco.

Il peggior errore che un paziente con artrosi può commettere è quello di continuare a svolgere attività del tutto inadeguate e sconsigliabili o, peggio ancora, assumere prontamente un sedativo del dolore per poter proseguire le stesse attività che lo hanno scatenato.

Questo tipo di comportamento, purtroppo molto diffuso, ha come conseguenza più drammatica quella di determinare una rapida progressione del danno anatomico.

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