La sulfasalazina

 

Che cos'è? A cosa serve?

La sulfasalazina rientra nella categoria farmacologica degli “antinfiammatori intestinali” e trova indicazione nel trattamento della colite ulcerosa, del morbo di Crohn e dell’artrite reumatoide.

 

 

Come e quando

  • Come e quando si devono assumere?

Le compresse di sulfasalazina non devono essere frantumate o spezzettate. Devono essere assunte intere, possibilmente con un bicchiere d’acqua.
Nell’artrite reumatoide, lo schema di terapia prevede l’assunzione di una compressa la prima settimana, due compresse la seconda settimana, tre compresse la terza settimana e quattro compresse (due al mattino e due alla sera) a partire dalla quarta settimana.

Nota Bene:

  • La posologia va regolata in rapporto alle espressioni di malattia ed alla tolleranza del paziente al medicinale.
  • La sulfasalazina può causare una colorazione giallo–arancione dell’urina o della cute. Questo non deve allarmare né, tantomeno, indurre a sospendere il farmaco.
  • La sulfasalazina può interagire con i farmaci per il trattamento del gozzo, con certi diuretici ed ipoglicemizzanti orali.
  • La sulfasalazina è controindicata in pazienti con ipersensibilità ai sulfamidici o ai salicilati.

 

  • Dopo quanto tempo inizia ad agire?

La sulfasalazina non inizia ad agire immediatamente. Possono essere necessarie fino a 12 settimane prima di percepire i primi benefici.

 

Prima, durante e dopo

  • Devo fare particolari controlli prima di iniziare il trattamento?

Prima di iniziare il trattamento con sulfasalazina e poi, a settimane alterne durante i primi tre mesi di terapia, il paziente deve effettuare un emocromo completo con formula leucocitaria e valutare la funzionalità epatica. Nel trimestre successivo al primo, gli stessi test dovranno essere effettuati una volta al mese e in seguito una volta ogni tre mesi, e come da indicazione clinica.

All’inizio del trattamento e almeno ogni mese per i primi tre mesi di terapia il paziente dovrà valutare anche la funzionalità renale (compreso l’esame delle urine).

In seguito i pazienti dovranno essere sottoposti a monitoraggio clinico specifico.

 

  • Può essere assunto in gravidanza?

Poiché la possibilità che vi sia un danno fetale non può essere completamente esclusa, la sulfasalazina deve essere utilizzata durante la gravidanza solo in caso di effettiva necessità.

 

  • ...e durante l’allattamento?

Attenzione particolare deve essere usata nell’allattamento di neonati prematuri o con deficit di glucosio–6–fosfato deidrogenasi (G6PD).
Nei bambini allattati al seno da madri che assumevano sulfasalazina sono stati riportati casi di sangue nelle feci o diarrea. Nei casi in cui tale esito è stato segnalato, gli episodi si sono risolti dopo che le madri hanno interrotto la terapia.

Nota Bene:
Negli uomini trattati con sulfasalazina si possono verificare oligospermia ed infertilità. Tali effetti sembrano essere reversibili entro 2–3 mesi dalla sospensione del trattamento.

 

Per ulteriori informazioni di dettaglio è consigliato far riferimento al foglietto illustrativo all’interno di ogni confezione o alla scheda tecnica reperibile all’indirizzo https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/bancadatifarmaci/

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