L’ormone dell’amore brucia e riduce l’assorbimento dei grassi

L’ossitocina è in grado di migliorare il controllo glicemico nel sangue e di ridurre la quantità stessa dei cibi ingeriti. A dichiararlo è uno studio effettuato dall’Harvard Medical School di Boston. Gli studiosi, per giungere a tale affermazione hanno analizzato due gruppi di volontari: ad un primo gruppo è stato somministrato uno spray all'ossitocina dopo un breve digiuno, prima che gli venisse offerta una ricca colazione, mentre un secondo gruppo è stato trattato con spray nasale basato su un placebo, alle stesse condizioni. Sebbene il meccanismo con cui l'ormone riduce il consumo di calorie non sia ancora del tutto chiaro, Elizabeth Lawson, coordinatrice dello studio in questione, ha potuto verificare una significativa riduzione della quantità di cibo ingerito, con relativa riduzione dell'apporto calorico, nei soggetti ai quali era stato somministrato lo spray con l’ossitocina. L'ossitocina sembra inoltre in grado di regolare in maniera migliore l'assorbimento stesso dei grassi da parte dell'organismo. o spray nasale a base di ossitocina è stato già approvato dalle autorità europee di controllo sui farmaci, ma non è stato ancora approvato dai preposti organismi americani.

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Italiani sedentari

Secondo il rapporto Osservasalute 2014 presentato all'università Cattolica di Roma e realizzato dall'Osservatorio nazionale della Salute nelle varie regioni italiane, gli italiani, sebbene più longevi, sono in realtà poco attenti alla propria salute.

Un dato rilevante è il grado di sedentarietà, che aumenta in maniera significativa per entrambi i sessi negli ultimi dieci anni: da 34,6% a 36,2% negli uomini e da 43,5% a 45,8% nelle donne. Questo si riflette nella percentuale di italiani sovrappeso e obesi. Complessivamente il 45,8% dei soggetti di età maggiore di 18 anni è in eccesso ponderale, mentre era il 45,4% nel 2009, il 45,9 nel 2010, il 45,8 nel 2011.

Rapporto Osservasalute 2014

Quando i tacchi slanciano la gamba ma accorciano i muscoli

Secondo una ricerca realizzato da Marco Narici della Manchester Metropolitan University (Regno Unito) in collaborazione con Robert Csapo dell’Universita’ di Vienna (Austria) e pubblicata sul Journal of Experimental Biology, indossare i tacchi alti per periodi di tempo prolungati può causare un accorciamento delle fibre muscolari e un ispessimento del tendine d’Achille.  Hanno partecipato allo studio più di 80 donne con un’età compresa fra i 20 e i 50 anni, che indossano abitualmente tacchi alti almeno cinque centimetri.

Dopo aver sottoposto le stesse a risonanza magnetica e ad ecografia, i risultati ottenuti non hanno lasciato spazio al dubbio: le donne che utilizzano abitualmente tacchi mostrano un accorciamento delle fibre muscolari del polpaccio del 13% ed un ispessimento significativo del tendine d’Achille.

“Il tendine - spiegano i ricercatori - cerca di compensare l’accorciamento delle fibre muscolari del polpaccio, consentendo alle amanti dei tacchi di camminare in maniera ottimale, ma provocando, però, qualche disagio. Disagio che si acutizza quando indossano le scarpe basse perché, così ispessito, non riesce ad allungarsi a sufficienza”. 

(Fonte: www.asca.it)

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