14 | Viva lo sport

 


Non vi possono essere discussioni in merito al fatto che lo sport sia un’attività salutare e consigliabile anche in termini di vera e propria terapia per contrastare e combattere efficacemente tante malattie favorite dalla sedentarietà.

Per lo sport, dovrebbero però valere la stessa regola fondamentale che ogni buon medico dovrebbe tenere in giusta considerazione al momento della prescrizione di un farmaco: bilanciare il rapporto rischi/benefici. L’errore che spesso si commette è quello di ritenere che qualsiasi attività sportiva non possa che essere di giovamento, a prescindere dal tipo e dall’entità dell’impegno che richiede.

Questo imperdonabile errore di valutazione può comportare conseguenze di non poco conto, specie in soggetti che per età o problematiche fisiche preesistenti presentino specifiche controindicazioni alla pratica di alcune discipline sportive. Nelle vignette vengono riportati solo alcuni, fra gli esempi più comuni, di attività sportive la cui pratica può innescare quadri clinici talora molto problematici per intensità, durata e danni permanenti. La pratica di una attività sportiva dovrebbe essere accuratamente personalizzata, tenendo conto della storia clinica individuale e della presenza di specifici fattori di rischio di patologia distrettuale. Nei soggetti con squilibrio biomeccanico delle ginocchia e/o di pregressa patologia traumatica andrebbe sconsigliata ogni attività capace di amplificare il sovraccarico funzionale intenso e prolungato degli arti inferiori (corsa, calcetto, beach-volley, ad esempio). Nei soggetti con storia di dolore lombare, ernie discali o osteoporosi sono da bandire le attività che determinano flessione attiva della colonna o sollevamento di oggetti pesanti, mentre saranno consigliate attività sportive che antagonizzano la compressione a livello delle vertebre e dei dischi intervertebrali.

Il nuoto, in quest’ottica, rappresenta certamente l’attività da preferire anche se non va dimenticata la sua potenziale “pericolosità” nei soggetti che presentano una inveterata patologia dei tendini delle spalle.

Una regola aurea da ricordare per la pratica corretta e salutare di una attività sportiva non può che ispirarsi all’antico adagio: "a ognuno il suo", ricordando che le specifiche gestualità dei diversi sport possono risultare del tutto incompatibili con problematiche cliniche.

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